Biografia - Vincenzo Valente

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CHI SONO
Sono nato a Firenze nel 1955, da sempre però vivo alla Spezia. Abito in provincia di Arcola, dove risiedo dal 1983. Mi sono interessato alla fotografia nel lontano 1977, quando per il mio diploma, mio padre mi regalò una Polaroid istantanea. Ne rimasi affascinato e da quel momento il mio idillio con la fotografia non è mai cessato. Tuttavia per me è sempre rimasto un hobby marginale, perché interessato a tante altre forme d’arte quali il Cinema, la Pittura, la Scultura e l’artigianato in genere. Questa mia “poliedricità” ed il poco tempo a disposizione per i passatempi, ho lavorato quaranta anni come direttore in un terminal portuale, attività molto impegnativa, non mi hanno permesso di dedicarmi totalmente alle mie vere passioni. Questo per dire che non ho mai frequentato corsi o conseguito master in fotografia, né tanto meno ho mai partecipato a mostre o concorsi, tuttavia posso dire di sapermela cavare e soprattutto di aver realizzato un mio stile, frutto di diverse sperimentazioni che nel corso degli anni mi hanno spinto a esplorare strade diverse.
 
In effetti ho seguito un po’ il percorso che hanno fatto tutti i fotografi più vecchi. Ho cominciato con l’analogico e le pellicole. Mi ricordo che misi su una piccola camera oscura in uno stanzino a casa mia, è lì mi sono cimentato per la prima volta con l’ingranditore, le bacinelle e le soluzioni chimiche per lo sviluppo. Ho cominciato subito a sperimentare le mie prime fotografie in bianco e nero colorate a mano, forte del mio amore per la pittura, non mi accontentavo delle classiche immagini realizzate in bianco e nero.
 
Poi è arrivato il digitale. Sono stato fortunato perché da subito mi sono inserito bene in quella nuova era che stava nascendo, e intuendo l’importanza che avrebbero avuto nelle nostre vite il computer e la navigazione sul web, mi sono tuffato in queste nuove tecnologie con grande eccitazione. Il passaggio dall’analogico al digitale è stato quindi per me molto naturale. Ovviamente mi comprai immediatamente la prima macchina digitale in commercio. Era il 1981 e la fotocamera era una Sony Mavica. Registrava immagini di pochi bit su un floppy disc integrato. Una meraviglia delle meraviglie. Quanta emozione. Non tutti i fotografi dell’epoca riuscirono a rimanere a passo coi tempi. Lo scetticismo verso la fotografia digitale era alimentato, oltre che dall’attaccamento alle tradizioni, dalla consapevolezza che la nuova tecnologia riduceva l'esclusività delle loro competenze in quanto, soprattutto grazie all'utilizzo di software per la rielaborazione digitale dell'immagine, il più noto dei quali è Photoshop sviluppato a partire dal 1990, creare l'immagine perfetta era ormai cosa alla portata di tutti. Per me invece fu amore a prima vista, e nel corso degli anni ho provato e sperimentato diverse tecniche e reflex di tutti i tipi.
 
Devo dire che dopo tanti anni però, mentre la tecnologia diventava sempre più popolare, grazie anche all’arrivo di telefonini, smartphone, tablet in grado di scattare buone fotografie e al perfezionarsi dei software sempre più sofisticati, il mio entusiasmo è andato a calare. Ho cominciato allora a cercare qualcosa di diverso dalla solita realizzazione di un’immagine fotografica che davvero è diventata di dominio universale grazie anche alla diffusione di internet e dei social network. Ormai si vedono ottime fotografie ovunque. Spesso crediamo di essere bravi fotografi e poi ci accorgiamo che scatti come i nostri ce ne sono, cercando sul web, centinaia di migliaia. Ecco il perché della nascita di questo mio sito web, www.vincenzovalente.it, dove cerco di trasmettere le mie emozioni che scaturiscono da visioni “più artistiche” se così si può dire, della fotografia. Ho cominciato pertanto a realizzare composizioni che io chiamo di “Fotocreativa”, unisco diverse tecniche oltre a quelle classiche fotografiche, quali l’infrarosso, la grafica e la pittura, che danno vita a immagini o progetti che raccontano una storia o semplicemente dei momenti o dei sentimenti. In definitiva la curiosità, nella fotografia come nella vita, mi stimola a sperimentare e studiare sempre cose nuove, e questo credo, al di là di ogni risultato, mi rende consapevole che niente va dato per scontato e definitivo, e per dirla in maniera filosofica: non c’è fine nelle cose, ma solo una continua trasformazione.
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